La Yatra Kundalini Activation è una pratica che suscita molte domande. Il termine circola in ambienti molto diversi, con definizioni a volte vaghe o contraddittorie. Alcuni parlano di risveglio spirituale, altri di regolazione del sistema nervoso, altri ancora di esperienza mistica. La realtà è allo stesso tempo più semplice e più interessante di queste semplificazioni.
Nelle tradizioni yogiche, la kundalini designa una forma di energia vitale dormiente, localizzata alla base della colonna vertebrale, che può essere attivata e portata a circolare in tutto il corpo. Questa concezione esiste da millenni e si ritrova in forme variate in molte tradizioni di guarigione e di risveglio.
La Yatra Kundalini Activation, nella sua forma contemporanea, è una pratica che crea le condizioni affinché questa energia si metta in movimento DA SOLA.
Non si fa nulla.
Ci si sdraia, ci si rilassa, e il corpo prende il sopravvento.
Il processo è innescato da un effetto di risonanza energetica tra il facilitatore e i partecipanti. Il facilitatore, che ha lui stesso attraversato un'attivazione profonda, crea un campo che permette ai corpi presenti di attivare i propri meccanismi di autoregolazione. Questo fenomeno di risonanza è paragonabile, in una certa misura, a ciò che accade tra due diapason accordati sulla stessa frequenza.
Dal punto di vista fisiologico, durante la sessione si osserva una co-attivazione del sistema nervoso simpatico e parasimpatico, una stimolazione del nervo vago e una modifica dell'attività delle onde cerebrali. Si tratta di processi misurabili, documentati nella letteratura sulle pratiche somatiche e sugli stati modificati di coscienza.